Anche noi scegliamo i nostri clienti

Startup founder

Quando una persona sceglie un avvocato, valuta esperienza, competenza, fiducia e il modo in cui desidera essere assistita.

Ma esiste un principio altrettanto importante, del quale si parla meno. Anche noi scegliamo i nostri clienti.

Non sulla base dell'importanza della causa o del valore economico dell'incarico, ma sulla possibilità di costruire un rapporto professionale fondato sul rispetto reciproco, sulla fiducia e sulla collaborazione.

Per noi, questi elementi non sono accessori. Sono parte del modo in cui abbiamo scelto di esercitare la professione.

Il rapporto professionale deve funzionare in entrambe le direzioni

Affidare una questione legale significa instaurare un rapporto che, in alcuni casi, può durare mesi o persino anni.

Durante questo percorso possono esserci momenti favorevoli, attese, difficoltà, cambiamenti normativi, richieste documentali e decisioni che non dipendono dall'avvocato.

Per affrontare tutto questo è necessario che esista fiducia da entrambe le parti.

Il cliente deve potersi fidare del proprio avvocato e l'avvocato deve poter contare sulla collaborazione del proprio cliente.

È questa reciprocità che permette di lavorare seriamente.

Rispetto prima di tutto

Il rispetto rappresenta il primo criterio sul quale costruiamo ogni rapporto professionale.

Rispetto per il cliente, per la sua storia e per le sue aspettative. Ma anche rispetto per i professionisti e per le persone che lavorano quotidianamente all'interno dello Studio.

Non riteniamo che il conferimento di un incarico professionale trasformi il rapporto tra cliente e avvocato in una relazione nella quale qualsiasi comportamento debba essere accettato.

Professionalità e rispetto devono necessariamente essere reciproci.

Quando questa condizione viene meno, viene meno anche uno dei presupposti fondamentali per continuare a lavorare insieme.

La collaborazione del cliente fa parte del lavoro

Una pratica legale non viene costruita soltanto dall'avvocato.

Documenti devono essere recuperati, informazioni devono essere fornite correttamente, istruzioni devono essere comprese e determinate attività devono essere svolte dal cliente nei tempi e nelle modalità indicate.

Questo assume un'importanza ancora maggiore nelle pratiche internazionali, nelle quali possono essere coinvolti documenti provenienti da diversi Paesi, traduzioni, autorità amministrative, tribunali e professionisti appartenenti a ordinamenti differenti.

Per questo scegliamo di lavorare con persone disponibili a collaborare attivamente alla propria pratica.

Collaborazione non significa conoscere il diritto. Quello è il nostro lavoro.

Significa permetterci di svolgerlo nelle migliori condizioni possibili.

Dire ciò che pensiamo fa parte del nostro incarico

Scegliere i nostri clienti significa anche costruire un rapporto nel quale possiamo parlare con chiarezza.

Il nostro compito non è necessariamente dire al cliente ciò che desidera sentirsi dire.

Quando riteniamo che una strategia non sia conveniente, lo diciamo. Quando esiste un rischio, lo spieghiamo. Quando è preferibile attendere, suggeriamo di attendere. E quando riteniamo che non esistano le condizioni per procedere, preferiamo comunicarlo con trasparenza.

La fiducia si costruisce anche attraverso risposte che non sempre corrispondono alle aspettative iniziali.

È proprio nei momenti più complessi che un rapporto professionale basato sulla fiducia dimostra il proprio valore.

Non tutte le pratiche devono essere accettate

Un avvocato non deve necessariamente accettare ogni incarico che gli viene proposto.

Allo stesso modo, riteniamo corretto valutare preventivamente non soltanto gli aspetti giuridici di una pratica, ma anche le condizioni necessarie per poterla seguire secondo i nostri standard professionali.

In alcune circostanze possiamo quindi decidere di non assumere un incarico.

In altre, possiamo ritenere che non esistano più le condizioni necessarie per proseguire un rapporto professionale, naturalmente nel rispetto degli obblighi deontologici e delle regole applicabili.

Preferiamo seguire meno rapporti professionali, ma costruirli sulla fiducia, piuttosto che accettare un incarico senza le condizioni necessarie per svolgerlo come riteniamo corretto.

Il cliente non è un numero

La selezione degli incarichi ha anche un'altra ragione.

Ogni nuova pratica comporta una responsabilità.

Accettare indiscriminatamente nuovi clienti può significare aumentare il numero delle pratiche senza poter dedicare a ciascuna l'attenzione che merita.

Non è il modello che abbiamo scelto.

Vogliamo conoscere le situazioni che seguiamo, comprenderne le particolarità e mantenere un rapporto professionale nel quale sia possibile spiegare anche le difficoltà e i cambiamenti che possono verificarsi durante il percorso.

Un cliente non rappresenta semplicemente una nuova pratica. Rappresenta una responsabilità che abbiamo deciso di assumere.

Scegliersi reciprocamente

Crediamo quindi in un principio molto semplice.

Il cliente deve essere libero di scegliere il professionista nel quale riporre la propria fiducia. Allo stesso modo, il professionista deve poter scegliere le persone con le quali esistono le condizioni per costruire un rapporto serio e collaborativo.

Non cerchiamo clienti che siano sempre d'accordo con noi. Cerchiamo persone capaci di confrontarsi con noi con rispetto, anche quando esistono opinioni differenti.

Non chiediamo fiducia incondizionata. Chiediamo quella fiducia professionale necessaria per permetterci di svolgere il lavoro per il quale siamo stati incaricati.

E da parte nostra assumiamo lo stesso impegno attraverso rispetto, trasparenza, responsabilità e chiarezza.

Perché, alla fine, il rapporto migliore tra cliente e avvocato nasce quando entrambi arrivano alla stessa conclusione.

Abbiamo scelto di lavorare insieme.

Il primo passo verso il riconoscimento

Ogni caso richiede una strategia giuridica specifica.

hand

Il primo passo verso il riconoscimento

Ogni caso richiede una strategia giuridica specifica.

hand

Il primo passo verso il riconoscimento

Ogni caso richiede una strategia giuridica specifica.

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Anche noi scegliamo i nostri clienti

Startup founder

Quando una persona sceglie un avvocato, valuta esperienza, competenza, fiducia e il modo in cui desidera essere assistita.

Ma esiste un principio altrettanto importante, del quale si parla meno. Anche noi scegliamo i nostri clienti.

Non sulla base dell'importanza della causa o del valore economico dell'incarico, ma sulla possibilità di costruire un rapporto professionale fondato sul rispetto reciproco, sulla fiducia e sulla collaborazione.

Per noi, questi elementi non sono accessori. Sono parte del modo in cui abbiamo scelto di esercitare la professione.

Il rapporto professionale deve funzionare in entrambe le direzioni

Affidare una questione legale significa instaurare un rapporto che, in alcuni casi, può durare mesi o persino anni.

Durante questo percorso possono esserci momenti favorevoli, attese, difficoltà, cambiamenti normativi, richieste documentali e decisioni che non dipendono dall'avvocato.

Per affrontare tutto questo è necessario che esista fiducia da entrambe le parti.

Il cliente deve potersi fidare del proprio avvocato e l'avvocato deve poter contare sulla collaborazione del proprio cliente.

È questa reciprocità che permette di lavorare seriamente.

Rispetto prima di tutto

Il rispetto rappresenta il primo criterio sul quale costruiamo ogni rapporto professionale.

Rispetto per il cliente, per la sua storia e per le sue aspettative. Ma anche rispetto per i professionisti e per le persone che lavorano quotidianamente all'interno dello Studio.

Non riteniamo che il conferimento di un incarico professionale trasformi il rapporto tra cliente e avvocato in una relazione nella quale qualsiasi comportamento debba essere accettato.

Professionalità e rispetto devono necessariamente essere reciproci.

Quando questa condizione viene meno, viene meno anche uno dei presupposti fondamentali per continuare a lavorare insieme.

La collaborazione del cliente fa parte del lavoro

Una pratica legale non viene costruita soltanto dall'avvocato.

Documenti devono essere recuperati, informazioni devono essere fornite correttamente, istruzioni devono essere comprese e determinate attività devono essere svolte dal cliente nei tempi e nelle modalità indicate.

Questo assume un'importanza ancora maggiore nelle pratiche internazionali, nelle quali possono essere coinvolti documenti provenienti da diversi Paesi, traduzioni, autorità amministrative, tribunali e professionisti appartenenti a ordinamenti differenti.

Per questo scegliamo di lavorare con persone disponibili a collaborare attivamente alla propria pratica.

Collaborazione non significa conoscere il diritto. Quello è il nostro lavoro.

Significa permetterci di svolgerlo nelle migliori condizioni possibili.

Dire ciò che pensiamo fa parte del nostro incarico

Scegliere i nostri clienti significa anche costruire un rapporto nel quale possiamo parlare con chiarezza.

Il nostro compito non è necessariamente dire al cliente ciò che desidera sentirsi dire.

Quando riteniamo che una strategia non sia conveniente, lo diciamo. Quando esiste un rischio, lo spieghiamo. Quando è preferibile attendere, suggeriamo di attendere. E quando riteniamo che non esistano le condizioni per procedere, preferiamo comunicarlo con trasparenza.

La fiducia si costruisce anche attraverso risposte che non sempre corrispondono alle aspettative iniziali.

È proprio nei momenti più complessi che un rapporto professionale basato sulla fiducia dimostra il proprio valore.

Non tutte le pratiche devono essere accettate

Un avvocato non deve necessariamente accettare ogni incarico che gli viene proposto.

Allo stesso modo, riteniamo corretto valutare preventivamente non soltanto gli aspetti giuridici di una pratica, ma anche le condizioni necessarie per poterla seguire secondo i nostri standard professionali.

In alcune circostanze possiamo quindi decidere di non assumere un incarico.

In altre, possiamo ritenere che non esistano più le condizioni necessarie per proseguire un rapporto professionale, naturalmente nel rispetto degli obblighi deontologici e delle regole applicabili.

Preferiamo seguire meno rapporti professionali, ma costruirli sulla fiducia, piuttosto che accettare un incarico senza le condizioni necessarie per svolgerlo come riteniamo corretto.

Il cliente non è un numero

La selezione degli incarichi ha anche un'altra ragione.

Ogni nuova pratica comporta una responsabilità.

Accettare indiscriminatamente nuovi clienti può significare aumentare il numero delle pratiche senza poter dedicare a ciascuna l'attenzione che merita.

Non è il modello che abbiamo scelto.

Vogliamo conoscere le situazioni che seguiamo, comprenderne le particolarità e mantenere un rapporto professionale nel quale sia possibile spiegare anche le difficoltà e i cambiamenti che possono verificarsi durante il percorso.

Un cliente non rappresenta semplicemente una nuova pratica. Rappresenta una responsabilità che abbiamo deciso di assumere.

Scegliersi reciprocamente

Crediamo quindi in un principio molto semplice.

Il cliente deve essere libero di scegliere il professionista nel quale riporre la propria fiducia. Allo stesso modo, il professionista deve poter scegliere le persone con le quali esistono le condizioni per costruire un rapporto serio e collaborativo.

Non cerchiamo clienti che siano sempre d'accordo con noi. Cerchiamo persone capaci di confrontarsi con noi con rispetto, anche quando esistono opinioni differenti.

Non chiediamo fiducia incondizionata. Chiediamo quella fiducia professionale necessaria per permetterci di svolgere il lavoro per il quale siamo stati incaricati.

E da parte nostra assumiamo lo stesso impegno attraverso rispetto, trasparenza, responsabilità e chiarezza.

Perché, alla fine, il rapporto migliore tra cliente e avvocato nasce quando entrambi arrivano alla stessa conclusione.

Abbiamo scelto di lavorare insieme.

Il primo passo verso il riconoscimento

Ogni caso richiede una strategia giuridica specifica.

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Il primo passo verso il riconoscimento

Ogni caso richiede una strategia giuridica specifica.

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Il primo passo verso il riconoscimento

Ogni caso richiede una strategia giuridica specifica.

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Anche noi scegliamo i nostri clienti

Startup founder

Quando una persona sceglie un avvocato, valuta esperienza, competenza, fiducia e il modo in cui desidera essere assistita.

Ma esiste un principio altrettanto importante, del quale si parla meno. Anche noi scegliamo i nostri clienti.

Non sulla base dell'importanza della causa o del valore economico dell'incarico, ma sulla possibilità di costruire un rapporto professionale fondato sul rispetto reciproco, sulla fiducia e sulla collaborazione.

Per noi, questi elementi non sono accessori. Sono parte del modo in cui abbiamo scelto di esercitare la professione.

Il rapporto professionale deve funzionare in entrambe le direzioni

Affidare una questione legale significa instaurare un rapporto che, in alcuni casi, può durare mesi o persino anni.

Durante questo percorso possono esserci momenti favorevoli, attese, difficoltà, cambiamenti normativi, richieste documentali e decisioni che non dipendono dall'avvocato.

Per affrontare tutto questo è necessario che esista fiducia da entrambe le parti.

Il cliente deve potersi fidare del proprio avvocato e l'avvocato deve poter contare sulla collaborazione del proprio cliente.

È questa reciprocità che permette di lavorare seriamente.

Rispetto prima di tutto

Il rispetto rappresenta il primo criterio sul quale costruiamo ogni rapporto professionale.

Rispetto per il cliente, per la sua storia e per le sue aspettative. Ma anche rispetto per i professionisti e per le persone che lavorano quotidianamente all'interno dello Studio.

Non riteniamo che il conferimento di un incarico professionale trasformi il rapporto tra cliente e avvocato in una relazione nella quale qualsiasi comportamento debba essere accettato.

Professionalità e rispetto devono necessariamente essere reciproci.

Quando questa condizione viene meno, viene meno anche uno dei presupposti fondamentali per continuare a lavorare insieme.

La collaborazione del cliente fa parte del lavoro

Una pratica legale non viene costruita soltanto dall'avvocato.

Documenti devono essere recuperati, informazioni devono essere fornite correttamente, istruzioni devono essere comprese e determinate attività devono essere svolte dal cliente nei tempi e nelle modalità indicate.

Questo assume un'importanza ancora maggiore nelle pratiche internazionali, nelle quali possono essere coinvolti documenti provenienti da diversi Paesi, traduzioni, autorità amministrative, tribunali e professionisti appartenenti a ordinamenti differenti.

Per questo scegliamo di lavorare con persone disponibili a collaborare attivamente alla propria pratica.

Collaborazione non significa conoscere il diritto. Quello è il nostro lavoro.

Significa permetterci di svolgerlo nelle migliori condizioni possibili.

Dire ciò che pensiamo fa parte del nostro incarico

Scegliere i nostri clienti significa anche costruire un rapporto nel quale possiamo parlare con chiarezza.

Il nostro compito non è necessariamente dire al cliente ciò che desidera sentirsi dire.

Quando riteniamo che una strategia non sia conveniente, lo diciamo. Quando esiste un rischio, lo spieghiamo. Quando è preferibile attendere, suggeriamo di attendere. E quando riteniamo che non esistano le condizioni per procedere, preferiamo comunicarlo con trasparenza.

La fiducia si costruisce anche attraverso risposte che non sempre corrispondono alle aspettative iniziali.

È proprio nei momenti più complessi che un rapporto professionale basato sulla fiducia dimostra il proprio valore.

Non tutte le pratiche devono essere accettate

Un avvocato non deve necessariamente accettare ogni incarico che gli viene proposto.

Allo stesso modo, riteniamo corretto valutare preventivamente non soltanto gli aspetti giuridici di una pratica, ma anche le condizioni necessarie per poterla seguire secondo i nostri standard professionali.

In alcune circostanze possiamo quindi decidere di non assumere un incarico.

In altre, possiamo ritenere che non esistano più le condizioni necessarie per proseguire un rapporto professionale, naturalmente nel rispetto degli obblighi deontologici e delle regole applicabili.

Preferiamo seguire meno rapporti professionali, ma costruirli sulla fiducia, piuttosto che accettare un incarico senza le condizioni necessarie per svolgerlo come riteniamo corretto.

Il cliente non è un numero

La selezione degli incarichi ha anche un'altra ragione.

Ogni nuova pratica comporta una responsabilità.

Accettare indiscriminatamente nuovi clienti può significare aumentare il numero delle pratiche senza poter dedicare a ciascuna l'attenzione che merita.

Non è il modello che abbiamo scelto.

Vogliamo conoscere le situazioni che seguiamo, comprenderne le particolarità e mantenere un rapporto professionale nel quale sia possibile spiegare anche le difficoltà e i cambiamenti che possono verificarsi durante il percorso.

Un cliente non rappresenta semplicemente una nuova pratica. Rappresenta una responsabilità che abbiamo deciso di assumere.

Scegliersi reciprocamente

Crediamo quindi in un principio molto semplice.

Il cliente deve essere libero di scegliere il professionista nel quale riporre la propria fiducia. Allo stesso modo, il professionista deve poter scegliere le persone con le quali esistono le condizioni per costruire un rapporto serio e collaborativo.

Non cerchiamo clienti che siano sempre d'accordo con noi. Cerchiamo persone capaci di confrontarsi con noi con rispetto, anche quando esistono opinioni differenti.

Non chiediamo fiducia incondizionata. Chiediamo quella fiducia professionale necessaria per permetterci di svolgere il lavoro per il quale siamo stati incaricati.

E da parte nostra assumiamo lo stesso impegno attraverso rispetto, trasparenza, responsabilità e chiarezza.

Perché, alla fine, il rapporto migliore tra cliente e avvocato nasce quando entrambi arrivano alla stessa conclusione.

Abbiamo scelto di lavorare insieme.

Il primo passo verso il riconoscimento

Ogni caso richiede una strategia giuridica specifica.

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Il primo passo verso il riconoscimento

Ogni caso richiede una strategia giuridica specifica.

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Il primo passo verso il riconoscimento

Ogni caso richiede una strategia giuridica specifica.

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